Tutto ciò che c’è da sapere sullo smaltimento di rifiuti non pericolosi
Lo smaltimento rifiuti non pericolosi è un’attività che spesso viene sottovalutata, perché questi scarti non contengono sostanze pericolose o direttamente dannose per l’uomo.
In realtà, rappresentano comunque una minaccia concreta per l’ambiente se non gestiti correttamente. Parliamo di rifiuti prodotti quotidianamente da attività commerciali, aziende e industrie: vetro, carta, plastica, scarti organici, materiali derivati dal legno o dalle demolizioni.
Nonostante non appartengano a nessuna delle classi di pericolosità stabilite dalla normativa europea, necessitano comunque di una gestione accurata. Il processo non è meno rigoroso rispetto a quello dei rifiuti pericolosi: occorre identificarli, classificarli secondo il codice CER, confezionarli e trasportarli in sicurezza fino agli impianti autorizzati di smaltimento o recupero.
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Quali rifiuti rientrano nella categoria dei non pericolosi?
La categoria dei rifiuti non pericolosi è molto più ampia di quanto si possa immaginare.
Oltre ai materiali più comuni come vetro, carta, plastica e scarti organici, vi rientrano anche rifiuti derivati dal legno, residui delle attività di costruzione e demolizione, fanghi non contaminati, scarti industriali vari. Possono presentarsi sfusi o imballati, allo stato solido, polveroso, liquido o fangoso.
Proprio questa varietà rende necessario un approccio professionale, capace di trattare in modo corretto e differenziato ogni tipologia di rifiuto.